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Museo PAN Napoli 18/24 settembre 2016
IMBAVAGLIATI 2016 Festival di giornalismo civile
Ph: Fotografia e comunicazione
Ufficio fotografico : Stefano Renna / Roberta De Maddi
nella foto : Désirée Klain

“Imbavagliati” è il primo Festival Internazionale di Giornalismo Civile, ideato e diretto da Désirée Klain, che a Napoli dal 2015 dà voce a quei giornalisti che nei loro paesi hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali, ma nonostante questo hanno messo in pericolo la loro vita per poter parlare, raccontare, denunciare.
La Mehari di Giancarlo Siani e lo slogan “Chi dimentica diventa il colpevole” sono i simboli del progetto per la libertà di stampa che si svolge al Palazzo delle Arti di Napoli (Pan), lì dove la macchina/simbolo è custodita.
Il Festival negli anni ha prodotto innumerevoli mostre internazionali; come Alfred Yacobzadeh, fotoreporter di guerra e vincitore del Word Press Photo, Letizia Battaglia, fotografa di fama internazionale e la prima donna fotografa ad entrare in una redazione di un giornale (L’Ora) e la prima europea a vincere il premio W. Eugene Smith Award nel 1985 a New York.
Inoltre la redazione di Imbavagliati ha ospitato i più importanti vignettisti italiani, come Stefano Disegni, Fabio Magnasciutti, Enrico Caria, Riccardo Marassi, Mauro Biani.

Premio Pimentel Fonseca, prologo festival Imbavagliati
Ogni anno fa da prologo al festival il “Premio Pimentel Fonseca”, dedicato alla memoria di Eleonora Pimentel Fonseca, patriota napoletana e fondatrice del giornale “Monitore Napoletano”, che trovò la morte nei moti rivoluzionari napoletani il 20 agosto del 1799 a piazza Mercato. In onore della storica giacobina, le protagoniste della manifestazione sono giornaliste e attiviste, che portano avanti la difesa dei diritti civili. Nel corso della prima edizione, che si è svolta il 20 agosto 2015 al Museo Pan di Napoli, è stata insignita la giornalista russa Oksana Chelysheva, collaboratrice della «Novaya Gazeta», amica e collega di Anna Politkovskaja. Per la seconda edizione, è stata scelta una donna, voce di un popolo da sempre in lotta per l’indipendenza. In una gremita Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore di Napoli, sabato 20 agosto 2016, con Lina Sastri a fare da madrina alla serata, Djimi Elghalia, attivista per i diritti del popolo Saharawi, ha ricevuto dall’assessore Nino Daniele e dall’avvocato Gerardo Marotta (Fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici), il “Premio Pimentel Fonseca 2016”. Mentre è stato l’attore spagnolo Carlos Bardem, fratello del premio Oscar Javier e di Mónica, a ritirare il “Premio Pimentel Fonseca 2017”. Il riconoscimento, alla sua terza edizione, è stato assegnato alla madre Pilar Bardem, la leggendaria attrice, già insignita del prestigioso Goya, che, come i suoi figli, da tempo è un’instancabile attivista per i diritti civili. Durante l’edizione 2018, dedicata a Daphne Caruana Galizia, il riconoscimento è stato consegnato alla sua amica e giornalista maltese Caroline Muscat. Per la prima volta è stato inoltre assegnato il Premio Pimentel Fonseca “Honoris Causa” a Olga Rodríguez, giornalista e attivista spagnola. Per il 2019,con madrina l’attrice Marisa Laurito, per la prima volta in Italia, è stata insignita con il prestigioso Premio Pimentel Fonseca “Honoris Causa” la comandante e attivista tedesca Carola Rackete. Ha vinto la V edizione Helena Maleno, giornalista e attivista spagnola. Nei suoi confronti è in atto un procedimento giudiziario per aver difeso il diritto alla vita dei migranti.

I EDIZIONE 2015
La mehari di Giancarlo Siani e lo slogan “Chi dimentica diventa il colpevole” sono stati per la prima volta nel 2015 i simboli del progetto per la libertà di stampa, che si è tenuto dal 23 al 29 agosto 2015 al Palazzo delle Arti di Napoli (Pan), lì dove la macchina/simbolo è custodita. La città e il mondo civile, hanno dimostrato di non aver dimenticato “abbracciando” idealmente la manifestazione con grande partecipazione e interesse. Un pubblico numeroso e attento ha assistito agli incontri con i protagonisti della rassegna: giornalisti provenienti da ogni parte del mondo per portare la loro testimonianza di intellettuali che hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione. Arrivati dal Marocco, dal Messico, dalla Colombia, dal Camerun, dalla Russia e, naturalmente, da Napoli e dall’Italia, Alì Lmrabet, Jeremías Marquines, Gonzalo Guillén,Jean Claude, Mbede Fouda, Oksana Chelysheva, il testimonial Efraim Medina Reyes, Guido Piccoli e Roberto Saviano (con un video intervento) attraverso incontri, discussioni, interviste, hanno dato voce e impulso alla lotta contro la censura partendo dall’analisi delle difficili realtà sociopolitiche in cui vivono. “Sono contento che nella mia città si organizzi un evento del genere, si è fatto qualcosa che mancava in Italia e non solo”, ha commentato Roberto Saviano nel suo video-intervento. Tema della prima edizione è stato quello delle mafie globalizzate, da confrontare e mettere in relazione il sistema camorra. Spazio anche alle fotografie alla prima edizione del festival del giornalismo civile con l’omonima mostra “Imbavagliati” di Stefano Renna. Nelle fotografie ci sono le persone e la morte quella violenta, quella pubblica e quella interiore, i volti incuriositi ed anche un po’ provocatori degli scugnizzi di Napoli, le espressioni sofferenti della gente di strada, la sguaiata irriverenza dei malviventi, il lutto, la vergogna, la sopraffazione, il sangue, la violenza, la resa e gli altri sentimenti dell’universo camorristico. La fotografia per rappresentare il dramma di un’esperienza fortemente locale, strettamente legata a certi vicoli e a certi quartieri della città, come Scampia o Forcella. La fotografia per descrivere una realtà criminale, forse a lungo sottovalutata, in cui però si è costretti a vivere per una sorta di indigesto obbligo di omertà, segretezza e di silenzio.

II EDIZIONE 2016
“Fuga per la Vita, Fuga per la Libertà” è stato l’argomento della seconda edizione del festival, che si è tenuta dal 18 al 24 settembre 2016, al Pan. Un particolare focus sul fenomeno dell’immigrazione da quei paesi che oggi sono scenari di conflitti e persecuzioni, dove i giornalisti rischiano ogni giorno la vita per raccontare la verità. Una verità che spesso i poteri forti vogliono nascondere mostrando invece una realtà trasfigurata da incomprensione e pregiudizio. A questo si aggiunge l’incapacità ad accogliere tutti coloro che cercano di scappare da guerre e torture.
Il Festival di Giornalismo civile nella seconda edizione ha dato voce ai coraggiosi giornalisti/testimoni: Djimi Elghalia (Saharawi/Premio Pimentel Fonseca), Doğan Özgüden (Turchia), Andrei Babinski (Russia), Oksana Chelysheva(Russia), Rami Jarrah, Fuad Roueiha e Siruan Hadsch Hossein(Siria), Ali Anouzla (Marocco). La manifestazione ha, poi, ospitato tre tra i più affermati disegnatori e autori satirici italiani: Stefano Disegni, Fabio Magnasciutti e Mauro Biani, che hanno partecipato alle riunioni di redazione di imbavagliati.it realizzando quattro vignette “in diretta” sul tema dell’informazione negata e della censura.
Due le mostre hanno accompagnato il festival, allestite al PAN: “Giancarlo Siani | ri – Scatti” e “Letizia Battaglia per Imbavagliati”. Un‘antologica della grande fotografa e reporter siciliana che, con i suoi celebri scatti in bianco e nero, ha raccontato la guerra di mafia e pezzi importanti di storia e della società italiana. Con il suo slancio altruistico e la capacità di essere sempre al centro dell’attualità, Letizia Battaglia ha abbracciato gli intenti solidali del festival, tornando a Napoli dopo oltre 20 anni, con una personale delle sue immagini più celebri, curata dal fotoreporter Stefano Renna con la collaborazione di Giulia Mariani. Per noi un regalo straordinario. L’altra significativa esposizione è stata “Giancarlo Siani | ri – Scatti”.  L’idea di organizzare un evento fotografico sulla memoria di Giancarlo Siani parte dalla consapevolezza del superamento del dolore della perdita, e di trasformare la tragedia in una grande possibilità di cambiamento, mostrando al pubblico quella intimità gioiosa del giovane giornalista napoletano, la cui bellezza aiuta, senza alcun dubbio,  alla maturazione della nostra coscienza individuale e collettiva.
L’intento, di tale progetto espositivo, è il dialogo tra morte e vita, la costruzione di una consapevolezza che tenga uniti tali poli opposti. E solo mostrando, per la prima volta, frammenti intimi della bellezza di Giancarlo che riacquistiamo tutto il suo inestimabile patrimonio alla vita.
Dal 2016 la manifestazione è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Polis, che svolge un lavoro esemplare: si occupa di rendere più efficace il riutilizzo dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, interviene a favore delle vittime innocenti della camorra, favorisce attraverso una rete di collaboratori lo scambio di informazioni in materia di sicurezza e realizza attività di documentazione e comunicazione.
“Imbavagliati”, che ha fatto parte di “Estate a Napoli 2016. Allo Zenit. Napoletani per costituzione” è stato prodotto nella II dall’Associazione “Periferie del Mondo-Periferia Immaginaria”, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e la Fondazione Polis della Regione Campania con il patrocinio di Amnesty International Italia (“Per l’impegno, a favore della libertà di espressione, nel creare spazi aperti di confronto volti a superare ogni censura”) del Comitato Regionale Campania per l’Unicef Onlus,  dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e dell’Unione Industriali di Napoli.

III EDIZIONE
Nel 2017 i reporter stranieri Ignacio Cembrero (Spagna), Tulio Hernandez (Venezuela), Fehim Taştekin (Turchia), Negar Mortazavi (Iran), Salah Zater (Libia), Maged Elmahdi (Egitto) hanno incrociato le loro testimonianze con i colleghi italiani Nello Trocchia, Sandro Ruotolo, Paolo Borrometi e Luciana Esposito. La manifestazione ha, poi, ospitato cinque tra i più affermati disegnatori e autori satirici italiani: Stefano Disegni, Fabio Magnasciutti, Mauro Biani, Enrico Caria e Riccardo Marassi che hanno donato i loro disegni, realizzati “in diretta” sui temi affrontati.
Sullo sfondo, le mostre che hanno accompagnato la manifestazione nel 2017: MEMORIA OLVIDADA di Giuseppe Klain e a cura di Pino Narducci, gli scatti di “Giovanni Izzo per Imbavagliati” a cura di Stefano Renna sulla drammatica realtà di Castelvolturno e le fotografie di Greta Bartolini raccolte nella rassegna “14 per non dimenticare” che hanno raccontato i luoghi di vittime innocenti della camorra. Memoria Olvidada, ha posto l’attenzione sui volti e sulle storie dei desaparecidos italiani in Argentina. Dalla mostra organizzata da Giuseppe Klain, è partita una raccolta firme per chiedere l’istituzione di una giornata in memoria di una intera generazione di cui non c’è più traccia. Mentre Izzo, ha aperto una dolorosa parentesi su quello che accade a pochi chilometri da Napoli.
“Imbavagliati” è prodotto dall’associazione “Periferie del mondo – Periferia immaginaria”, in collaborazione l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con la Fondazione Polis della Regione Campania. La terza edizione è stata realizzata nell’ambito del “NAPOLINFEST- “Naviganti, Eroi, Poeti e Santi della Città”, progetto cofinanziato con fondi del “Programma operativo complementare (POC) 2014 – 2020” per la rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura. Il Festival, inoltre, gode del patrocinio del Comitato Regionale Campania per l’Unicef Onlus, di Amnesty International, dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, del Sindacato Unitario dei Giornalisti campani e di Articolo 21.
Nelle ultime edizioni la manifestazione è stata realizzata in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Napoli, con il patrocinio della Federazione Nazionale della Stampa, di Amnesty International, del Comitato Regionale Campania per l’Unicef Onlus, di Articolo21, dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania.

IV EDIZIONE 2018
70 ospiti dall’Italia e dal mondo per la quarta edizione del festival, dove anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha descritto una situazione del nostro Paese simile a quella di una realtà instabile e corrotta come il Messico, tanto che l’organizzazione dovrà raddoppiare i suoi sforzi sul nostro territorio. Un’impennata che ci preoccupa non poco. Perché troppo spesso le intimidazioni vanno a buon fine. Per questo dobbiamo alzare ancora di più la guardia, dobbiamo fare ancora di più.
Non hanno avuto paura di denunciare le gravi intimidazioni subite i “Figli di un’informazione minore: blogger al centro del mirino”: Marilù Mastogiovanni, Gaetano Gorgioni, Leandro Salvia e Luciana Esposito, con la testimonianza del giornalista sotto scorta Paolo Borrometi (Presidente di Articolo21). Nella sua quinta giornata, il festival, ha voluto accendere una luce su quei cronisti che oltre a non lavorare per una testata autorevole che li tuteli, vivono in piccoli centri di provincia, dove gli “attori” delle minacce che ricevono si incontrano quotidianamente.
“Quando si lascia solo un cronista, si lascia sola una comunità – ha raccontato Giuseppe Giulietti (Presidente della Federazione Nazionale della Stampa) – chi colpisce un cronista, vuole anche colpire il diritto di una comunità a essere informata. Quando un collega subisce minacce bisogna far sentire che tutti noi siamo con lui. Il miglior modo per farlo è accendere i riflettori. A breve lanceremo un appello al governo per tutelare il segreto professionale, perché chi cerca di chiudere la bocca a un cronista dovrà sapere che dovrà pagare una cifra altissima”.
E sono stati “Figli di un’informazione minore” anche quei cronisti vittime di censura in paesi dove il bavaglio fa forse meno rumore ed in cui persino l’accesso ad Internet è negato. Hamid Ismailov, collega uzbeko in esilio a Londra, spera ancora di rivedere la madre e i parenti. Chang Ping, cinese ma scappato in Germania dopo la repressione di Piazza Tienanmen, ha spiegato come la censura di Pechino controlli tutti i media e ogni aspetto della vita quotidiana. Yassin Wardere, reporter somalo che oggi vive e scrive in Kenya, ha raccontato come a Mogadiscio ci siano luoghi o eventi off limits per la stampa, elezioni comprese. Infine la testimonianza “a sorpresa” di un giovane giornalista scappato dalla Mauritania per denunciare al mondo la “vita non vita” del suo amico e collega in carcere da cinque anni solo per aver parlato di razzismo e discriminazione.
Testimonianze forti per il Festival, che ha ospitato anche tre mostre. I 100 splendidi scatti del vincitore del World Press Photo sono stati protagonisti dell’esposizione “Alfred Yaghobzadeh per Imbavagliati/ Faces of War”, a cura di Stefano Renna, “Scatti della memoria”, curata da Renna con Sergio Siano e Gaetano e Antonella Castanò, ha raccontato la storia del fotogiornalismo in Campania. Accanto alla Mehari di Giancarlo Siani la mostra di Greta Bartolini “14 – per chi lotta”, una foto intervista dedicata alla giornalista sotto scorta Federica Angeli. E poi ieri l’intervento dell’atro vincitore del World Press Photo, il napoletano Francesco Paolo Cito.
Iniziato con la quarta edizione del Premio Pimentel Fonseca, dedicato quest’anno a Daphne Caruana Galizia ed assegnato alla collega maltese Caroline Muscat (e, per la prima volta, il premio Honoris Causa dato a Olga Rodriguez), “Imbavagliati” ha visto la commossa testimonianza, nella giornata in cui ricorre il 33esimo anniversario dell’assassinio di Giancarlo Siani, di Giuseppe Fiorello. Di fronte alla Mehari, la macchina dove fu giustiziato dalla camorra il giovane cronista del Mattino, simbolo della manifestazione, il popolare attore ha partecipato in un affollatissimo incontro al convegno: “Mai più soli!” (In che modo è cambiata, negli ultimi 10 anni, la narrazione audiovisiva dei fenomeni criminali), in collaborazione con la Fondazione Polis.
“Imbavagliati- Festival Internazionale di Giornalismo Civile” è promosso dall’Assessorato alla Culturae al Turismo del Comune di Napoli e dalla Fondazione Polis della Regione Campaniaper le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati. È realizzato in collaborazione con: Federazione Nazionale della StampaOrdine Nazionale dei Giornalisti, UsigRai, Premio Roberto Morrione, Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Ordine dei Giornalisti della Campania, Articolo 21, con l’alto patrocinio di Amnesty International Italiae Comitato Unicef Campania, si è concluso il 26 settembre al Pan, con la presentazione dei finalisti del prestigioso Premio Roberto Morrione.
La scelta del Pan è fortemente simbolica perché qui è custodita la Mehari di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano assassinato dalla camorra nel 1985 e divenuto negli anni il simbolo dell’iniziativa per la libertà di stampa. Con lo slogan “Chi dimentica diventa colpevole” si rinnova da Imbavagliati l’appello per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni ed Ilaria Alpi.

V EDIZIONE 2019
“Guerre Innocenti” è stato il tema dell’edizione 2019, che ha acceso una luce su alcuni di quei territori, dove i minorenni (34 milioni nel mondo secondo i dati del rapporto Unicef Italia, che patrocina la manifestazione contro i bavagli) vivono in situazioni di guerra e hanno urgente necessità di misure di protezione. Il Festival, ideato e diretto da Désirée Klain, promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e dalla Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati, si è svolto dal 20 al 24 settembre 2019 al PAN | Palazzo delle Arti Napoli (via dei Mille, 60). La scelta del PAN è fortemente simbolica perché qui è custodita la Mehari di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano assassinato dalla camorra nel 1985 e divenuto negli anni il simbolo dell’iniziativa per la libertà di stampa. Con lo slogan “Chi dimentica diventa colpevole” si rinnova dal Festival l’appello per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni e Ilaria Alpi.
Prologo di “Imbavagliati” è stata la V edizione del “Premio Pimentel Fonseca”, dedicato alla memoria di Eleonora Pimentel Fonseca, patriota napoletana e fondatrice del giornale “Monitore Napoletano”, che trovò la morte nei moti rivoluzionari napoletani il 20 agosto del 1799 a Piazza Mercato. Durante la cerimonia, con come madrina l’attrice Marisa Laurito, per la prima volta in Italia, è stata insignita con il Premio Pimentel Fonseca “Honoris Causa” la comandante e attivista tedesca Carola Rackete, ha vinto la V edizione Helena Maleno, giornalista e attivista spagnola. Nei suoi confronti è in atto un procedimento giudiziario per aver difeso il diritto alla vita dei migranti. In esclusiva per il Festival Internazionale di Giornalismo Civile, l’antologica “Uliano Lucas per Imbavagliati” a cura di Tatiana Agliani, che ripercorre l’attività del celebre fotografo milanese. Ad emergere uno spaccato potente e sfaccettato nel quale cento scatti fanno riaffiorare personaggi, umori, lotte, esistenze, svelando la poetica e lo stile da molti definito unico nel panorama della fotografia italiana. “5×5=Una risata vi libererà”, da un’idea di Désirée Klain: la grande satira contro la censura, esposizione unica nel suo genere per celebrare i primi cinque anni del Festival attraverso i disegni creati “in diretta” nelle varie edizioni da cinque maestri assoluti della vignetta a sfondo sociale e politico: Stefano Disegni, Fabio Magnasciutti, Mauro Biani, Enrico Caria e Riccardo Marassi. Si ringrazia la Fondazione Plart per il supporto nella stesura e nella realizzazione del progetto.
Sempre sul tema della strage degli innocenti e l’infanzia violata, ha aperto i lavori della manifestazione il 21 settembre ore 10 l’importante focus promosso dalla Fondazione Polis per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati. L’iniziativa è stata finalizzata a raccogliere idee per la stesura di una proposta di legge regionale dedicata all’infanzia e alla promozione dei punti lettura per bambini da 0 a 6 anni.
“Sudan: bambini in trincea” con i giornalisti/testimoni Abdelaziz Yakub (Sudan) e Jok Madut Jok (Sudan del Sud). Dopo 30 anni di regime in Sudan è nato un governo di transizione. Antonella Napoli, giornalista, scrittrice, analista di questioni internazionali e direttrice di “Focus on Africa”, appena rientrata dal Paese, ha offerto uno spaccato delle prospettive del processo democratico appena avviato, dei conflitti irrisolti e la questione dei bambini soldato. Enzo Nucci, corrispondente Rai per l’Africa Subsahariana, ha approfondito il tema del difficile cammino di pace in Sud Sudan, a partire dai fallimenti dei numerosi accordi e della difficoltà delle forze internazionali di ritagliarsi un ruolo politico, Padre Daniele Moschetti, responsabile dei Missionari Comboniani in Sud Sudan, ha raccontato la complessa situazione umanitaria nel Paese, che vive una profonda crisi. Sono intervenuti inoltre Claudio Silvestri, Segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, interverrà Ottavio Ragone, responsabile della redazione di Repubblica Napoli. Illustrazioni “in diretta” di Fabio Magnasciutti.Al il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania (ore 17), ha avuto luogo il convegno dal titolo “L’Isola Rossa, il paese dimenticato” sul Madagascar, uno dei paesi più poveri al mondo, Papa Francesco si è recato in un viaggio apostolico. Interverranno: Alessandro Greco, Vice Presidente V.I.M. – Coordinamento associazioni italiane in Madagascar e la professoressa Liliana Mosca Docente di Storia e Istituzioni dell’Africa contemporanea al Dipartimento di Scienze Politiche.
Anche quest’anno c’è stata la testimonianza di artisti minacciati o coraggiosi narratori delle contraddizioni all’interno delle proprie realtà. Durante l’incontro che si è svolto domenica 22 settembre alle ore 10 si è parlato di “Afghanistan, Siria e Libia: minori in fuga”. E’ intervenuto per l’Afghanistan lo scrittore/testimone Alì Eshani, autore del libro “Stanotte guardiamo le stelle” (Feltrinelli), monologo ininterrotto che narra della fuga di due fratelli dal regime talebano attraverso un viaggio che li porterà dal Pakistan all’Iran, e poi dall’Iran alla Turchia, passando per la Grecia fino all’Italia. Barbara Schiavulli e Tiziana Ciavardini, giornaliste specializzate nelle questioni mediorientali, che hanno discusso di come i conflitti rendano disperate le condizioni di vita in questa zona, soprattutto quelle dei minori.
A fornire uno spaccato sulla Siria e la guerra tutt’ora in corso nel territorio, è stata la scrittrice e attivista curdo-siriana Maha Hassan, perseguitata dal regime. A presentare un punto di vista “italiano” della situazione, è intervenuta la giornalista, scrittrice e attivista italo-siriana Asmae Dachan, il responsabile per la Siria presso l’Osservatorio Iraq, Medio Oriente e Nord Africa Fouad Roueiha, e Ilaria Urbani redattrice del quotidiano “La Repubblica Napoli”. Ha moderato il reporter e scrittore Marco Cesario.
Protagonista dell’incontro sul tema Libia è stata la regista e attrice inglese di origini libiche Naziha Arebi, che ha presentato in anteprima a Napoli un estratto del film documentario “Freedom Fields”, segnalato dal quotidiano britannico “The Guardian” tra i dieci film dell’anno. Insieme alla giornalista/testimone, è intervenuta Mirella Armiero, Caporedattrice sezione Cultura del Corriere del Mezzogiorno.
Anche domenica 22 settembre si è tenuto un incontro pomeridiano al Sindacato Unitario Giornalisti della Campania (ore 17): Giuseppe Goffredo, autore del testo poetico “Nelle voci del mare perdute”, ha offerto un momento di dialogo aperto con il pubblico sul tema del naufragio e della poesia come mezzo per ridare peso alla parola in questo momento di forte crisi. Sono intervenuti Désirée Klain, direttrice artistica del Festival “Imbavagliati” e Claudio Silvestri, Segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania. Contestualmente è stato presentato il romanzo “I tamburi dell’amore”, scritto dalla nostra giornalista/testimone Maha Assan. Il giorno 23 settembre, come da tradizione, è stato dedicato alla memoria di Giancarlo Siani, cronista del quotidiano “Il Mattino”, brutalmente ucciso dalla camorra poiché indagava su verità “scomode”.

Lunedì 23 settembre alle ore 11 al PAN | Palazzo delle Arti Napoli ha avuto luogo la cerimonia del Premio Siani che ha visto coinvolti giornalisti, scrittori e studenti. A seguire la presentazione della “Fondazione Giancarlo Siani” e l’inaugurazione della Sala della Memoria dedicata a tutte le vittime innocenti della criminalità, un connubio tra la Mehari di Giancarlo e la mostra “NONINVANO” che ritrae i volti delle vittime stesse…

Martedì 24 settembre, sempre al PAN, si è parlato di “Guerre innocenti: Immigrazione e Resistenza Civile”. Protagonista la giornalista/testimone spagnola Olga Rodríguez, reporter, scrittrice, corrispondente di guerra e specialista del mondo arabo, modera Riccardo Nuri, portavoce di Amnesty International.
A seguire il convegno dedicato alla memoria del magistrato Francesco Saverio Borrelli, ex capo del pool di Mani Pulite. Con  Carlo Muscatello, Presidente dell’Assostampa del Friuli Venezia Giulia, Enzo D’Errico, direttore del “Corriere del Mezzogiorno”, e Claudio Silvestri Segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, saranno  presenti alcuni membri della resistenza civile che si sono distinti per la salvaguardia dei diritti dei migranti, come Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa siciliana sospesa per “non aver vigilato sul lavoro dei suoi studenti che, durante la Giornata della Memoria, avevano presentato un video accostando le leggi razziali al ‘Decreto sicurezza’”, il musicista franco-italiano Sandro Joyeux, da sempre vicino al tema della migrazione con intere tournée per i lavoratori africani dei campi e per i migranti dislocati nei centri di accoglienza, e i giornalisti minacciati Sandro Ruotolo, Francesco Piccinini e Rosaria Capacchione. Dal vivo le illustrazioni di Riccardo Marassi.

“Imbavagliati- Festival Internazionale di Giornalismo Civile” nel 2019 è stato prodotto dall’Associazione Culturale “Periferie del Mondo – Periferia Immaginaria” e promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e dalla Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati. È realizzato in collaborazione con: la Federazione Nazionale della Stampa, l’UsigRai, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Articolo 21 e con il patrocinio di Amnesty International e Unicef Italia.