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Al via la prima edizione di Imbavagliati con l’apertura della mostra fotografica di Stefano Renna

Al via la prima edizione

del Festival Internazionale di Giornalismo Civile

con l’apertura della mostra fotografica di Stefano Renna

domenica 23 agosto alle ore 18

 Interverranno: Alì Lmrabet, Jeremías Marquines, Gonzalo Guillén, Jean Claude Mbede, Efraim Medina Reyes, Paolo Siani,

Raffaele Del Giudice e del vice sindaco del Comune di Napoli

 e il direttore artistico Désirée Klain

Dal 23 al 29 agosto 2015 al Museo Pan di Napoli

 Realizzato in collaborazione con l’Assessorato

 alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

Con l’alto patrocinio di Amnesty International Italia,

dell’Unicef e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania

E’ la mostra di Stefano Renna, “Imbavagliati”, ad aprire oggi (domenica 23 agosto) alle ore 18, al Museo Pan di Napoli, il primo Festival Internazionale di Giornalismo Civile, ideato e diretto da Désirée Klain e prodotto dall’Associazione “Periferie del Mondo-Periferia Immaginaria” per l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. Imbavagliati si svolgerà dal 23 al 29 agosto nell’ambito di “Estate a Napoli” e darà voce a giornalisti provenienti da difficili realtà sociopolitiche attraverso incontri, discussioni, interviste e un giornale, online- www.imbavagliati.it, coordinato dal caporedattore dell’evento, lo scrittore colombiano Efraim Medina Reyes e il giornalista italiano Pietro Rossi. Nel corso del vernissage l’intervento dei giornalisti protagonisti della manifestazione: sono Alì Lmrabet, Jeremías Marquines, Gonzalo Guillén, Jean Claude Mbede Fouda, Efraim Medina Reyes, Paolo Siani, del vice sindaco del Comune di Napoli, Raffaele Del Giudice e il direttore artistico Désirée Klain

“Nelle fotografie – spiega Renna – ci sono le persone e la morte quella violenta, quella pubblica e quella interiore, i volti incuriositi ed anche un po’ provocatori degli scugnizzi di Napoli, le espressioni sofferenti della gente di strada, la sguaiata irriverenza dei malviventi, il lutto, la vergogna, la sopraffazione, il sangue, la violenza, la resa e gli altri sentimenti dell’universo camorristico. La fotografia per descrivere una realtà criminale, forse a lungo sottovalutata, in cui però si è costretti a vivere per una sorta di indigesto obbligo di omertà, segretezza e di silenzio”.

Ad aprire i lavori, l’intervento di Alì Lmrabet  – domani alle 18 al Museo Pan – assieme al giudice Nicola Quatrano, il fotografo Patrizio Esposito e Fatima Mahfud, rappresentante in Italia del Fronte Polisario. Segnalato da Reporters sans frontières come uno dei “100 eroi dell’ informazione”, il giornalista marocchino ha scontato diversi anni di carcere nel suo paese per la pubblicazione di alcuni suoi articoli, contestati dal “regime”. Il 24 giugno 2015 Alì ha iniziato uno sciopero della fame, conclusasi da pochi giorni, davanti alla sede del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, con lo scopo di rivendicare il suo diritto a pubblicare nel suo paese un settimanale satirico in arabo. Le autorità di Tetuan, sua città natale, si rifiutavano infatti di concedergli il permesso di soggiorno ed i suoi settimanali satirici, Demain Magazine e Douman, sono stati vietati nel 2003. Con la sua battaglia Alì Lmrabet è riuscito a rivendicare i propri diritti, grazie anche a centinaia di intellettuali, molti dei quali di fama internazionale, che hanno firmato una lettera al re del Marocco, Mohamed VI per esprimere il proprio sostegno al giornalista marocchino. Imbavagliati sarà la voce di queste terre e di questi giornalisti. E anche molto di più.

 

Media partner Corriere del Mezzogiorno

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