Home Archivio I Edizione IMBAVAGLIATI Quarta giornata / Jeremías Marquines

Quarta giornata / Jeremías Marquines

Ad “Imbavagliati” l’intervento di Jeremías Marquines,

il poeta e giornalista più controverso del Messico

E’ stato Jeremías Marquines, l’intellettuale più critico e controverso in questo momento in Messico il protagonista della terza giornata di “Imbavagliati”, il Primo Festival Internazionale di Giornalismo Civile, con il giornalista messicano sono intervenuto lo scrittore e documentarista Gianmarco Serra e Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Membro del Sistema Nazionale di Creatori e del Consiglio Nazionale per la Cultura e le Arti, Marquines  vive a Acapulco, dove esercita un giornalismo duro e critico ed è anche uno dei poeti più importanti del suo paese. È direttore del giornale “Sotto parola” ed è stato minacciato per il suo lavoro investigativo sulla vicenda dei 44 studenti assassinati in Iguala.

Il festival internazionale, ideato e diretto da Désirée Klain e prodotto dall’Associazione “Periferie del Mondo-Periferia Immaginaria”, per l’Assessorato alla Cultura e il Turismo del Comune di Napoli, nell’ambito di “Estate a Napoli”, ha ospitato giornalisti provenienti da difficili realtà sociopolitiche attraverso incontri, discussioni, interviste e un giornale, online in – www.imbavagliati.it, coordinato dal caporedattore dell’evento, lo scrittore colombiano Efraim Medina Reyes e il giornalista italiano Pietro Rossi – che dopo la conclusione dei lavori continuerà a crescere e ad allargare la cerchia di collaborazioni e l’orizzonte dei campi di indagine. Tema della prima edizione è stato quello delle mafie globalizzate, da confrontare e mettere in relazione con quello locale del sistema camorra. Simbolo del festival la mehari di Giancarlo Siani, custodita proprio al Pan.

“Quando si parla di violenza- ha detto Marquines – di criminalità organizzata e di corruzione a Napoli, si parla della stessa cosa che si trova in Messico, ad Acapulco, che è dove io vivo. Lo sfondo è la condizione umana malata, l’avidità, il denaro che disumanizza”.

 

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