Home VI Edizione IMBAVAGLIATI Slapp: il bavaglio con la cravatta

Slapp: il bavaglio con la cravatta

Sono vittime di querele bavaglio ogni anno centinaia di giornalisti, blogger, attivisti,
difensori dei diritti umani, in Italia, in Europa, in tutto il mondo:
Contro la paura e l’intimidazione in anteprima web “Imbavagliati”
lancia una campagna internazionale per collegare l’emergenza italiana alle politiche europee,
accumunando le storie italiane alle vicende di intimidazione e autocensura in Europa
Lo spot è stato ideato e diretto da Désirée Klain con la collaborazione alla sceneggiatura
di Paola Rosà di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa

Insieme le testimonianze di Federica Angeli, Antonella Napoli, Nello Trocchia dall’Italia, di Alexander Schiebel dall’Austria e Karl Bär di Monaco di Baviera, di Charlie Holt consulente di Greenpeace, dell’avvocato Nicola Canestrini, dell’esperta di diritto internazionale Sarah Clarke e
del Presidente della Federazione Nazionale della stampa, Giuseppe Giulietti.

NAPOLI. Tante voci, un’unica paura; tante storie, un unico spettro, quello delle cause intentate dai potenti per mettere a tacere le voci critiche. Il mondo anglosassone le conosce come SLAPPs, strategic lawsuits against public participation, e l’Italia le conosce da tempo come “querele temerarie o bavaglio”. Per collegare l’emergenza italiana alle politiche europee, per accomunare le storie italiane alle vicende di intimidazione e autocensura in Europa, parte in esclusiva dalla VI edizione “Imbavagliati” (visibile sul sito www.imbavagliati.it) il video “SLAPP, il bavaglio con la cravatta”, ideato e diretto da Désirée Klain, rappresentante di Articolo21 per la Campania, con la collaborazione alla sceneggiatura di Paola Rosà di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT), che si propone come uno strumento di comprensione, un grido di allarme, un invito all’approfondimento.
Dando voce alle vittime di SLAPP ma anche ad analisti, avvocati e alle istituzioni europee, questo spot per la libertà di espressione, quasi il trailer di un legal thriller, è un libero assemblaggio di frammenti che fanno solo intuire la portata del fenomeno. Il filmato di Désirée Klain, prodotto dal Festival Internazionale di Giornalismo Civile “Imbavagliati”, dura appena pochissimi minuti, ma si tratta di frammenti di vita, grazie alle voci dei giornalisti Federica Angeli, Antonella Napoli, Nello Trocchia dall’Italia, di Alexander Schiebel dall’Austria e Karl Bär di Monaco di Baviera, di Charlie Holt consulente di Greenpeace, dell’avvocato Nicola Canestrini, dell’esperta di diritto internazionale Sarah Clarke e del Presidente della Federazione Nazionale della stampa, Giuseppe Giulietti.
Sono vittime di SLAPP ogni anno centinaia di giornalisti, blogger, attivisti, difensori dei diritti umani, in Italia, in Europa, in tutto il mondo: a colpirli, il potente di turno che disponendo di ingenti mezzi si può permettere di ingaggiare prestigiosi studi legali per tenere in ostaggio le voci critiche in lunghi ed estenuanti processi.
Lo scopo della SLAPP, lo dicono le prime definizioni elaborate negli USA alla fine degli Anni Ottanta, non è tanto quello di vincere la causa, ma di farla durare il più a lungo possibile, sottraendo tempo, denaro, energia e motivazioni alla vittima, all’unico scopo di farla desistere e infine farla tacere.
Per le istituzioni europee, come risulta chiaro dalle parole della vicepresidente della Commissione Europea Věra Jourová e della Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunja Mijatović, le SLAPP sono una minaccia alla libertà di espressione, di qui le promesse di azioni concrete; ma per le vittime, le SLAPP sono una rovina finanziaria, una causa di depressione e di malattia, un motivo di isolamento, un fattore di autocensura. Lo confermano da più parti studi e ricerche commissionate anche da Parlamento Europeo e OSCE, e lo ribadiscono le esperienze sul campo delle decine di ong che, insieme a OBCT, lavorano nella coalizione internazionale anti-SLAPP alla ricerca di soluzioni e per aiutare le vittime.
“Imbavagliati- Festival Internazionale di Giornalismo Civile”, prodotto dall’Associazione Culturale “Periferie del Mondo – Periferia Immaginaria”, è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e dalla Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati. Ed è stato realizzato in collaborazione con: la Federazione Nazionale della Stampa, la Fondazione Banco di Napoli, l’UsigRai, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Articolo 21, e con il patrocinio di Amnesty International Italia e Unicef Italia.

Media Partner dell’iniziativa: TGR / La Repubblica

(Video di Davide Uccella)

 

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